Fb smaschera Syria Luongo, baby star di Italia’s got talent
Syria Luongo, l’artista bambina che la scorsa settimana ha emozionato il pubblico di Italia’s got talent, non sarebbe in realtà povera come lei stessa avrebbe voluto far credere. A smascherarla sono i commenti comparsi in rete e sulla pagina Facebook a lei dedicata.

Le bugie hanno le gambe corte ed è normale che in un ambiente come quello televisivo, data l’esposizione mediatica, sia ancora più difficile tenere nascosta la propria vita. Questa volta, il gossip ha per protagonista una bambina di appena nove anni che, con la sua esibizione nella scorsa puntata di Italia’s got talent ha emozionato l’Italia intera. Lei è Syria Luongo, giovanissima ginnasta che ha raccontato a mezzo tv – utilizzando toni un po’ troppo da adulta – la sua povertà e il suo vivere come artista di strada senza un vero tetto sulla testa.
La sua storia, oltre che la sua indiscutibile bravura, hanno ovviamente convinto i giudizi Rudy Zerbi, Maria De Filippi o Gerry Scotti che, con tre sì, hanno deciso di farla passare alla fase successiva del programma. Il racconto esposto dalla ragazzina, però, non ha convinto proprio tutti e a raccontare una realtà un po’ diversa sono stati gli abitanti di Pinerolo, città nella quale la baby artista vive insieme alla sua famiglia. Badate bene, non è la ragazzina a essere sotto accusa, ci mancherebbe altro.

E’ ovvio, però, che trovandoci di fronte a un caso umano di questo tipo – a quanti è mai è capitato di sentire discorsi così profondi da parte di un bambino? – la curiosità di saperne di più è lecita. Indagando in rete, abbiamo scoperto che Syria non avrebbe raccontato proprio tutta la verità. La Luongo non solo non vivrebbe per strada ma girerebbe il mondo insieme alla sua mamma e al suo papà non sempre e per scelta, vivendo del mestiere di artista di strada. La loro sarebbe stata un scelta attentamente ponderata e, inoltre, c’è chi è addirittura pronto a giurare che la madre della ragazzina in questione lavora come impiegata presso il comune della sua città e che i frequenti spostamenti di Syria li porterebbero a viaggiare in Italia e anche all’estero solo per alcuni periodi, dietro lauta ricompensa. Infine, il sito Tv Blogo ha scoperto che la piccola è iscritta alla facoltosa Federazione Ginnastica d’Italia e che ha gareggiato con la Sportica Pinerolo, vincendo un’importante medaglia. Qui, il documento ufficiale che attesta la partecipazione di Syria alla Sportica, palestra affiliata alla F.G.I. (Federazione Ginnastica d’Italia) e alla F.A.S.I. (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) che ovviamente non è gratuita e che, secondo quanto raccontato dalla bambina, da povera sarebbe impossibile frequentare.
gossip.fanpage.it










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Avete mai pianto un solo giorno per qualcuno o qualcosa di non vostro?
Avete mai consolato la vostra mamma piangere perché non sapeva come andare avanti?
Non riesco a trovare né le forze né le parole per scrivere, ma qualcosa di più grande mi porta a farlo.
Dunque, mi rivolgo a voi, ad ogni singola persona che mi legge in questo momento.
Non sono qui per cambiare le idee a nessuno ma semplicemente se volete tutti la verità, la troverete SOLO in queste righe.
Comincio con il parlare dell’esibizione di Sirya (e non sYria come tutti erroneamente scrivono) del giorno 21/01/2012 ad “Italia’s got talent, analizzando ogni singola battuta da voi ascoltata nella puntata.
Dopo i saluti iniziali Maria chiede a Sirya: “Cosa ci fai vedere?” Sirya: “Vi faccio vedere la mia arte che faccio per strada”. Ora qualcuno mi dica, cosa c’è di non vero in questa frase?
Sirya si è esibita molte volte per le piazze con questo tipo di performance corporeo ma anche col fuoco e molto altro, per coloro che negano ciò confermo di avere foto che lo testimoniano.
La conversazione continua… Maria: “Ah!, vivi per strada?” Sirya: “Si…”.
Sirya si è presentata al programma non come ginnasta, ballerina, attrice o barbona ma in qualità di Artista di strada, ciò non vuol dire che lei non abbia un tetto, una famiglia o che viva sotto un ponte (come la maggior parte dei Blog, e persone hanno malinteso) ma che nella sua vita da ARTISTA DI STRADA si è ritrovata molte volte a dover trascorrere le sue giornate in una piazza o in una via danzando e condividendo il poco che aveva con il prossimo, senza mai chiedere nulla ma soltanto offrendo la sua arte.
Parlando con Sirya un giorno lei mi disse queste parole: “…Intanto non ho mai detto di non avere una casa, se come casa la gente intende il luogo materiale, bene sì quello ce l’ho, ma per me la casa è il mondo, il cielo è il mio tetto e la strada è il mio letto”.
Maria: “Ti senti diversa dalle altre bambine, meno fortunata? Sirya: “No, meno fortunata assolutamente no!” Sirya ha visto con i suoi occhi chi è nato nella sofferenza e che senza l’aiuto di chi guarda il male con indifferenza senza fare del bene probabilmente morirà senza aver avuto mai un poco di fortuna nella propria vita.
È difficile ragionare con i bambini “adulti” e credere alle loro parole, poichè si è abituati a bambini ai quali tutto è concesso, cresciuti nell’abbondanza e nella ricerca del superfluo ma credetemi, vi metto alla prova: affrontate una conversazione di anche pochi minuti con Sirya e rimarrete stupiti di quanto la sua mente possa arrivare lontano, nulla è programmato nelle sue parole, è tutto frutto del suo vissuto!
Finita l’esibizione Maria domanda a Sirya: “Senti, e se vinci?”… Sirya risponde: “Se in caso vinco, i soldi che prendo non voglio tenerli per me!, voglio aiutare anche le persone povere…”, forse si rimane sbalorditi da una frase del genere perché AIUTARE oramai non è più una cosa comune, in particolare nel mondo occidentale, ci preoccupiamo solo del nostro, corriamo tutti i giorni e cerchiamo di capire come avere sempre di più; qualcuno sente parlare attraverso i mezzi di comunicazione, di Povertà, ma nessuno se ne interessa, pochi fanno davvero qualcosa, appaiono tutti come problemi lontani ai quali ci si sente un pochino impotenti ed allora si preferisce non parlarne, tornare sul proprio cammino ignorante di tutti i giorni, e se qualcuno come una bimba di nove anni ci fa riflettere, allora la si accusa chiamandola “traditrice”, “ingannatrice”, “falsa”… parole forse troppo grandi queste, per giudicare ciò che non si conosce.
Con i piccoli risparmi Sirya con la sua famiglia ha già inviato qualcosa ai bambini poveri, anche poco, ma pur sempre tanto per chi non ha nulla.
Interviene Gerry: “E con la scuola come fai?”
Sirya: “No, vado a scuola!”
Maria: “E come vai a scuola?”
Sirya risponde con spontaneità: “A piedi!”, Sirya continuando a suscitare il sorriso, afferma di andare a scuola, come è giusto che sia.
Durante la sua esibizione mostra un telo con la scritta “That’s the way it is” il quale spiega successivamente, dicendo: “Allora… that’s the way it is, vuol dire: così stanno le cose, significa che…Io…vedo la domenica mattina un papà o una nonna (figure che ha sempre visto nelle piazze ma che nella vita di Sirya sono state svolte dalla sua mamma e dalla sua sorella) andarsi a prendere il gelato no? ed invece vedo me stessa, o anche un’altra persona povera che è lì a guardare e magari è più povera di me… (Sirya non sta dicendo di essere povera, ma fa’ un paragone tra chi a tutto e di più, e chi invece risparmi quella monetina del gelato per chi come dirà successivamente e “molto molto molto” più povero di lei, riferendosi ai bambini che ha visto stare male o morire poichè non avevano i soldi per comprare le medice per curarsi da malattie, come la malaria, in Viet Nam)…”
Continua Sirya: “Vorrei porgervi una domanda: quando voi avevate nove anni pensavate alle persone povere? e a chi soffre?” credo che ognuno di noi dovrebbe avere una Sirya dentro di sé e porgersi questa domanda!
Nessuno ha chiesto a Sirya dove avesse imparato alcune delle cose che sa fare, nessuno le ha chiesto se andava in una palestra o luoghi simili, ma come afferma lei nell’articolo di giornale uscito il giorno 24/01/2012 su “La Stampa” della provincia di Torino: “Mi alleno fino da quando avevo tre anni, poi a quattro e mezzo sono entrata in una squadra di ginnastica artistica”. Un pittore che si rispetti non può comprarsi un pennello? un musicista il suo strumento? ed un artista di strada, come lo è Sirya, non può condividere il suo cappello con una passione, per far crescere il suo talento da ginnasta, con il quale continuare a donare, se non altro, un sorriso?
Nessuno ha neanche, giustamente, chiesto a Sirya quale fosse la professione di sua mamma, o come fosse costituito il suo nucleo familiare?
E’ forse una avversità se la mamma di Sirya dopo tante fatiche sia riuscita a trovare, da poco più di un anno a questa parte, un posto di lavoro presso il comune di Pinerolo con il quale affrontare le spese di ogni giorno e migliorare la Nostra condizione di vita dopo tanti anni in strada?
Sì, avete letto bene ho scritto Nostra.
Se ho deciso di scrivere questa lettera, é anche perché ho avuto molte domande da parte vostra, dal web, ma la cosa che mi ha toccata in maggior modo il cuore, e che mi ha spinta a scrivere è che qui è in discussione la vita di una bambina, non di una bambina qualsiasi, ma di colei che ho cresciuto con mia mamma e col mio amore, Sirya Luongo, mia Sorella.